sabato 29 giugno 2013

TEATRI di PIETRA Sicilia 2013 nell'età senza memoria tra incapacità di governo e incapacità di rivolta.




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Poche istruzioni per chi avesse smarrito o sta lì lì per perdere il "Senso". 

E' un'epoca che probabilmente verrà etichettata  come "l'età senza memoria", perchè niente e nessuno si prende la responsabilità o il compito di agire o compiere qualcosa che varrà la pena essere ricordato . 
Non è questione di fare grandi monumenti o rivoluzioni , è che  non si fa nulla che possa essere  germe che poi,  in un futuro, possa avere un significato, un senso, una ragione di condivisione o partecipazione e quindi degno di memoria.
Scientificamente è provato che la memoria sia prevalentemente influenzata da elementi affettivi  - come l'emozione e la motivazione, oltre che da una serie di fattori riguardanti il tipo di informazione da ricordare. Tutte cose difficili da rilevare nell'attuale in cui l'aspettativa di un futuro (le motivazioni) e la certezza di un passato ( le emozioni) sono state messe al bando da un concretismo da quattro soldi. Per cui "età senza memoria" sembra essere l'attributo più esatto per questo tempo.
Va da sè che principiare un'impresa in questo scenario può apparire un nonsense, una scelleratezza bella e buona... operare tra mille difficoltà, in assenza di indirizzi da parte degli enti preposti, in un mercato azzerato dagli stessi enti che hanno preferito campagne di immagine piuttosto che una politica culturale di crescita,  con risorse nulle,  finalità non più attuali e messe in deroga dalle stesse  istituzioni come la salvaguardia del bene comune, lo sviluppo socio culturale delle comunità, la tolleranza,il confronto e il dialogo culturale....  . 
In più nella prospettiva  di far parte dell'età "senza memoria" ... 

Questa il contesto e le riflessioni dei Teatri di Pietra 2013 e prima di partire più che di buon senso - ci si è armati di "senso".


Non è difficile, bisogna solo farlo: si traccia una linea a terra, in qualsiasi spazio o luogo ci si trovi e ci si pone quattro,cinque domande semplici nella formulazione; a seconda della risposta  ci si sposta di qui o di la della riga ..... 
Saltando i temi generali e generalisti ( per cui più che una linea a terra conviene un consulto con una guida spirituale, un terapeuta o semplicemente un fiscalista) chiedetevi e rispondetevi sul fatto se amate la vostra terra e ritenete profondamente che vada protetta e tutelata,  se termini come cultura, patrimonio, tradizione, crescita sostenibile ... siano luoghi comuni o argomenti fondamentali, se condivisione, partecipazione e adesione siano qualche cosa di più che una donazione di due euro con sms, se una spiaggia, una montagna o un centro storico significhino ancora emozione o si riducono a una foto da postare su un socialnetwork, se è bene e ci da pienezza fare qualcosa insieme ad altri aldilà della pizza in compagnia, se tra le cose inalienabili e non trattabili ci sia anche l'idea di una prospettiva a cui tendere, meno di un ideale ma di più di un cellulare con traffico incluso...
Alla fine ci siamo trovati di qua della linea, noi e le nostre risposte e a quel punto che si inizia. Non è questione di chi siano i "buoni e i cattivi" ma semplicemente di capacitarci delle risposte che ci si è dati e mettersi di qua o di là della linea, con un po' di onestà.
E se non siamo noi a porci da qualche parte saranno le nostre azioni, scelte o imprese a collocarci - primanc'ora che il giudizio di altri.

Contandoci quindi:  da questa parte troviamo 21 produzioni di teatro, danza e musica, 287 interpreti, 34 organismi di promozione e produzione culturali, 72 imprese di sevizio -tra allestitori, service, tipografi, spedizionieri, 32 Amministrazioni in grado di fare scelte, circa 80 funzionari statali e dell'Amministrazione pubblica che non remano contro e fanno il loro dovere, molti singoli - persone, cittadini, giovani che pur non avendo ruolo e competenza specifici - a quelle quattro cinque domande hanno risposto.

Dall'altra chi ci sia o meno non è interessante, comunque sono coloro che hanno deciso di fare di questa vita un momento senza "memoria" e che per giustifacare la propria parassita presenza si producono in impedimenti e zavorre per mortificare ogni impresa e sviluppo. 

Oggi ci dedichiamo all'impresa comune, domani - se c'è tempo - verremmo a cercarvi e per fortuna abbiamo memoria.