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venerdì 1 aprile 2016
martedì 29 luglio 2014
dal diario di Viaggio di Virginia C una pagina dedicata al Teatro Antico di Morgantina per Teatri di Pietra 2014
Teatro Antico di Morgantina
Dal 2005 co i Teatri di Pietra Sicilia
“I papaveri di Demetra”
Racconta il mito che attraverso le piane di Enna e i Monti Etnei, alla
luce delle fiaccole accese dai crateri dell’imponente vulcano, vagava
affranta la dea Demetra, in cerca di sua figlia Kore, rapita e condotta
nell’oltretomba da Ade, dio degli Inferi. A Kore, infatti, erano
consacrati i “prati sempre fioriti” di Enna e proprio per quelle terre
Demetra la cercava, accompagnata dal suono dei cembali, e donava agli
abitanti del luogo, in cambio dell’ospitalità ricevuta, il frutto del
grano. Da allora, nei campi dell’Ennese, quand’è tempo di semina si
allestiscono sacrifici solenni in onore di Demetra “dai piedi di
porpora” e, quando le spighe si fanno alte e i frutti maturi, si celebra
gioioso il ritorno di Kore sulla terra. Prima di raggiungere il cuore
di questo mito - l’antica Morgantina, in provincia di Enna – una sosta
ammirata al Museo Archeologico di Aidone: i celebri acroliti delle Due
Dee, scolpiti nello splendente marmo delle isole greche e la magnifica
statua panneggiata della Dea di Morgantina – Afrodite per molti, Demetra
secondo altri – si rivelano preziose testimonianze dell’arte greca,
trafugate dai santuari di Morgantina, vendute Oltreoceano e finalmente
restituite.Nel mezzo della vallata, rossa di papaveri cari a Demetra, compare finalmente alla vista la città che fu degli italici Morgeti, poi roccaforte del ribelle Ducezio re dei Siculi, e infine città greca, punica e poi romana. Solitario e dimenticato per secoli il luogo, noto anche come Serra Orlando e oggi Parco Archeologico di Morgantina, è stato indagato a partire dagli anni ’50 dalla Princeton University del New Jersey e dalla Virginia University. Ci si addentra tra le articolate dimore del quartiere residenziale. Sulla soglia di una bella casa a peristilio – detta appunto la Casa del Saluto - vengo accolta dall’augurale iscrizione di benvenuto “euechei”, scritta con le tesserine bianche sul cocciopesto rosso. L’ariosa agorà urbana, abbellita dal potente Ierone di Siracusa, ricorda nel suo aspetto scenografico – che a fatica cerchiamo di figurarci dai resti di fondazione - le monumentali agorai ellenistiche delle città greche d’Asia Minore. I piccoli sacelli e gli altari ora circolari ora rettangolari, impiantati sulla piazza civile, suggellano l’arcaico legame tra la città e le dee Demetra e Kore. Superate le fontane pubbliche e gli edifici per la vita politica – il bouleterion e il prytaneion – lo sguardo s’impiglia sulla geniale creazione della gradinata trapezoidale – l’ekklesiasterion per le assemblee cittadine – che congiunge la parte superiore dell’agorà, delimitata dalle stoai doriche, a quella inferiore, circondata da capienti granai. E ancora, proprio di fronte all’area sacra delle divinità chtonie, come un balcone affacciato sulle cerimonie religiose si apre meraviglioso il raccolto teatro – circa duemila posti – che l’iscrizione greca sul 12esimo gradino annuncia, compiaciuta: “Archelao figlio di Euclide donò a Dioniso”. Mi sporgo dall’alto verso il cerchio dell’orchestra e lo scarno profilo dei resti dell’edificio scenico, che rivivono ora sotto i rapidi passi dei nuovi attori e le aeree scenografie del XXI secolo. Nel silenzio della sera, tra un verso, un gesto e un pensiero dello spettacolo, si ode ancora, nella distesa tutt’intorno, il fruscio della veste di Demetra che vaga tra le spighe di grano e l’eco del suo lamento in cerca della fanciulla rapita.
C'è vita!:
Come arrivare:
Autostrada A19 Palermo-Catania, uscita Enna, SS 561 direzione Pergusa, SS 117 bis direzione Aidone.
Per saperne di più:
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/deadimorgantina/index.html
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/info/multimedia.html#en
http://www.comune.aidone.en.it/sa/sa_p_testo.php?idservizio=10003&x=43584e3a5f097ce92781543d6aa1862f
http://www.prolocoaidone.it/polis_di_morgantina.html
http://www.aidone-morgantina.it/
Scavi delle Università americane:
http://web.princeton.edu/sites/Archaeology/rp/morgexhibit/morg1.html
http://morgantina.org/
Visitato a Aprile 2014
Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un membro di TripAdvisor e non di TripAdvisor LLC.
sabato 26 luglio 2014
Eraclea Minoa, dal 2007 con i Teatri di Pietra_ la scheda del sito
si ringrazia ... Virginia C
Il Teatro che si specchia nell'azzurro mare”
Una sottile e tortuosa striscia di colore verde-azzuro s’insinua
attraverso la provincia di Agrigento, fino a confondersi con le acque
trasparenti del Canale di Sicilia, a breve distanza dalla collina di
Girgenti: è il fiume Platani, dai Greci chiamato Alikos – il fiume
“salato” – che segnava il confine, naturale e culturale, tra i territori
cartaginesi, ad Ovest, e quelli greci, ad Est. Oggi come allora,
l’ultima ansa del fiume abbraccia l’antica città portuale di Minoa,
fondata dai Selinuntini per dispetto dei limitrofi Akragantini. Narra la
leggenda che proprio in questi luoghi, nel cuore del regno sicano del
re Kokalos, avrebbe trovato la morte il saggio re cretese, Minosse,
durante l’inseguimento del mitico inventore del labirinto, Dedalo.
Qualcuno le aggiunse poi il nome di Eraclea, in onore dell’invincibile
eroe dei Greci che, dall’estremo Occidente di Gibilterra, nel paese di
Erytia, percorse l’Italia intera con i buoi sottratti al mostruoso
Gerione e poi, solcate per due volte le infide acque dello Stretto,
compì il periplo della Sicilia, per imbarcarsi infine alla volta della
Grecia. Bianco e azzurro sono i colori dominanti che riempiono lo
sguardo mentre contemplo l’assolato panorama che si prospetta verso Sud:
il sito archeologico di Eraclea Minoa, adagiato come un gabbiano sulle
spiagge di Capo Bianco. Bianca e riverberante di luce è la sabbia che
circonda questo luogo, bianco e cristallino è il calcare che lo compone.
Azzurro e striato di nuvole è il cielo che lo sormonta, azzurro e
increspato dalla brezza è il mare che lo lambisce.
Ripercorrendo le insule ortogonali della città ellenistica e poi romana, disposte su terrazze digradanti verso il mare, riecheggiano alla mente le parole di Marco Tullio Cicerone, che racconta ai giudici le vessazioni e i soprusi inferti alla città per mano del corrotto e disonesto pretore di Sicilia, Verre. Eppure viste da qui, le case degli Eraclei sembrano semplici e modeste dimore, con la cisterna al centro del cortile per raccogliere le acque piovane, e il sacello di famiglia – il lararium – allestito con l’edicoletta e il piccolo altare per onorare gli dei Lari, custodi del sacro focolare domestico; dai pochi resti preservati in situ, possiamo immaginare gli intonaci colorati che vivacizzavano le pareti interne e il cocciopesto rosso o i mosaici che animavano i pavimenti. Infine, immerso nella luce accecante di mezzogiorno e rivolto a Sud verso il mare turchese, il candido e sabbioso teatro, fragile come l’arenaria marnosa con cui è stato creato, si appoggia leggiadro a una collinetta, preservando nel suo grembo gli antichi misteri dei suoi primi spettatori, perla preziosa custodita nella conchiglia madreperlacea. Oggi la cavea è sottratta allo sguardo accecante del sole tramite un’aliena tettoia, che costringe pubblico e attori a prendere posto più avanti. Indugiando sui gradini gessosi, in attesa che il rito serale del teatro abbia inizio, mi inebrio dell’odore di salsedine che impregna questi muri e scopro, meraviglia della vista, quante sfumature di indaco e violetto può restituire questa pietra così friabile, eppure così densa di memorie, nella luce futurista del tramonto.
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C'è vita!:
http://teatridipietrasicilia.blogspot.it/2014/07/eracleaminoa-cattolica-eraclea.html
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Come arrivare:
SS 189 Palermo-Agrigento, SS 115 direzione Sciacca, SP 30 direzione Eraclea Minoa
oppure:
SS 624 Palermo-Sciacca, SS 115 direzione Agrigento, SP 30 direzione Eraclea Minoa
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Per saperne di più:
http://www.libraweb.net/sommari.php?chiave=39
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/database/page_musei/pagina_musei.asp?ID=35&IdSito=9&IdC=&IdS=&IdAS=
http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/SIT_PORTALE/SIT_DIR_AREE_TEMATICHE/SIT_PARCHI/Riserve/Agrigento/Foce%20del%20fiume%20Platani
http://www.visitvalledeitempli.it/foce-del-fiume-platani/
Il Teatro che si specchia nell'azzurro mare”
Una sottile e tortuosa striscia di colore verde-azzuro s’insinua
attraverso la provincia di Agrigento, fino a confondersi con le acque
trasparenti del Canale di Sicilia, a breve distanza dalla collina di
Girgenti: è il fiume Platani, dai Greci chiamato Alikos – il fiume
“salato” – che segnava il confine, naturale e culturale, tra i territori
cartaginesi, ad Ovest, e quelli greci, ad Est. Oggi come allora,
l’ultima ansa del fiume abbraccia l’antica città portuale di Minoa,
fondata dai Selinuntini per dispetto dei limitrofi Akragantini. Narra la
leggenda che proprio in questi luoghi, nel cuore del regno sicano del
re Kokalos, avrebbe trovato la morte il saggio re cretese, Minosse,
durante l’inseguimento del mitico inventore del labirinto, Dedalo.
Qualcuno le aggiunse poi il nome di Eraclea, in onore dell’invincibile
eroe dei Greci che, dall’estremo Occidente di Gibilterra, nel paese di
Erytia, percorse l’Italia intera con i buoi sottratti al mostruoso
Gerione e poi, solcate per due volte le infide acque dello Stretto,
compì il periplo della Sicilia, per imbarcarsi infine alla volta della
Grecia. Bianco e azzurro sono i colori dominanti che riempiono lo
sguardo mentre contemplo l’assolato panorama che si prospetta verso Sud:
il sito archeologico di Eraclea Minoa, adagiato come un gabbiano sulle
spiagge di Capo Bianco. Bianca e riverberante di luce è la sabbia che
circonda questo luogo, bianco e cristallino è il calcare che lo compone.
Azzurro e striato di nuvole è il cielo che lo sormonta, azzurro e
increspato dalla brezza è il mare che lo lambisce. Ripercorrendo le insule ortogonali della città ellenistica e poi romana, disposte su terrazze digradanti verso il mare, riecheggiano alla mente le parole di Marco Tullio Cicerone, che racconta ai giudici le vessazioni e i soprusi inferti alla città per mano del corrotto e disonesto pretore di Sicilia, Verre. Eppure viste da qui, le case degli Eraclei sembrano semplici e modeste dimore, con la cisterna al centro del cortile per raccogliere le acque piovane, e il sacello di famiglia – il lararium – allestito con l’edicoletta e il piccolo altare per onorare gli dei Lari, custodi del sacro focolare domestico; dai pochi resti preservati in situ, possiamo immaginare gli intonaci colorati che vivacizzavano le pareti interne e il cocciopesto rosso o i mosaici che animavano i pavimenti. Infine, immerso nella luce accecante di mezzogiorno e rivolto a Sud verso il mare turchese, il candido e sabbioso teatro, fragile come l’arenaria marnosa con cui è stato creato, si appoggia leggiadro a una collinetta, preservando nel suo grembo gli antichi misteri dei suoi primi spettatori, perla preziosa custodita nella conchiglia madreperlacea. Oggi la cavea è sottratta allo sguardo accecante del sole tramite un’aliena tettoia, che costringe pubblico e attori a prendere posto più avanti. Indugiando sui gradini gessosi, in attesa che il rito serale del teatro abbia inizio, mi inebrio dell’odore di salsedine che impregna questi muri e scopro, meraviglia della vista, quante sfumature di indaco e violetto può restituire questa pietra così friabile, eppure così densa di memorie, nella luce futurista del tramonto.
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C'è vita!:
http://teatridipietrasicilia.blogspot.it/2014/07/eracleaminoa-cattolica-eraclea.html
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Come arrivare:
SS 189 Palermo-Agrigento, SS 115 direzione Sciacca, SP 30 direzione Eraclea Minoa
oppure:
SS 624 Palermo-Sciacca, SS 115 direzione Agrigento, SP 30 direzione Eraclea Minoa
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Per saperne di più:
http://www.libraweb.net/sommari.php?chiave=39
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/database/page_musei/pagina_musei.asp?ID=35&IdSito=9&IdC=&IdS=&IdAS=
http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/SIT_PORTALE/SIT_DIR_AREE_TEMATICHE/SIT_PARCHI/Riserve/Agrigento/Foce%20del%20fiume%20Platani
http://www.visitvalledeitempli.it/foce-del-fiume-platani/
venerdì 25 luglio 2014
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